lunedý, 3 agosto '20.
Sei il visitatore n░ 3164831





ALBO PRETORIO ON-LINE

Privacy

Uffici Comunali

STATUTO E REGOLAMENTI

Servizi al cittadino

ALBO FORNITORI E COTTIMISTI

DELIBERE/CONSULENZA

Servizi per bambini

RISULTATI ELETTORALI

Ambiente

Attivita' sportive

Protezione Civile

Associazioni e Spazio Giovani

Link utili

Suggerimenti/Segnalazioni

Bilancio Partecipato


Web Site a cura di
Edita S.p.A.


Paolo Maserati
Paolo Maserati Scultore

Paolo Maserati nasce nel 1921 a Sarmato da una famiglia di modeste condizioni. Primogenito di nove figli, frequenta la scuola elementare a Sarmato e durante i mesi estivi segue il padre che lavora come cottimista nelle fornaci della zona. Qui pasticciava con l'argilla e sagomava statuine, ocarine, piccoli animali (cavalli), incantandosi in questo gioco e rivelando una certa abilità, tanto che a 15 anni modellerà, in creta cotta al sole, un ritratto di sua nonna, molto ammirato dalla gente del posto. Dopo la quinta elementare comincia a lavorare presso un artigiano marmista di Castelsangiovanni, intagliando e scalpellando marmo, diventando ben presto esperto nella decorazione. Nel 1936 va a Piacenza a lavorare presso un'altra ditta artigiana, dove sviluppa ulteriormente le sue doti di scalpellatore; la scelta di questa nuova sede di lavoro si accompagna all'iscrizione all'Istituto d'arte ''Gazzola'', dove per i primi due anni studia a fondo disegno. La vita è dura, perché il viaggio quotidiano da Sarmato a Piacenza e ritorno in bicicletta è faticoso; solo qualche volta alloggia presso dei parenti. Viene la guerra; nel 1941 parte per la leva militare, nel 1943 si trova a Roma come marconista presso lo Stato Maggiore. Dopo l'otto settembre ritorna a casa e, mentre il fratello Alberto entra nelle formazioni partigiane, Paolo rimane in paese a fare lavoro clandestino: tiene collegamenti d'informazione, intaglia timbri in gesso per truccare documenti e lasciapassare per i partigiani. Intanto trova anche il tempo per disegnare e studiare. Nel 1943 Biggi, bibliotecario a Brera e sfollato a Sarmato, s'interessa ai suoi lavori e porta disegni e foto di ritratti a Brera per mostrarli a qualche insegnante. Maserati è incoraggiato nel suo lavoro, riceve in prestito libri della biblioteca e si dedica allo studio con assiduità; nel 1945 è promosso come privatista al secondo anno a Brera. Sono tempi di miseria e in famiglia un salario è insufficiente; Paolo per i suoi fratelli costruisce addirittura degli zoccoloni con tomaia in tela militare. Egli d'estate lavora allo zuccherificio di Sarmato nel laboratorio analisi fino al 1948; ottiene la borsa di studio Baggi nel 1947, quando comincia ad insegnare al ''Gazzola'', dove rimarrà fino al 1952. Il 1948 è per Maserati l'anno delle grandi fatiche e dei primi riconoscimenti ufficiali. Ottiene la maturità al Liceo Artistico e il diploma a Brera come scultore; ancor più importante nel settembre è l'assegnazione del premio nazionale ''Medardo Rosso'', di pochi soldi ma di gran prestigio. Tutti, anche a Piacenza, si domandano chi sia questo sconosciuto improvvisamente spuntato dall'universo provinciale e lodano in lui le qualità di scultore ''nato''. Addirittura la Tosatto, appassionata cultrice milanese della Commedia, gli propone di scolpire i personaggi danteschi sul fianco di una montagna, progetto tanto grandioso quanto irrealizzabile, per il quale però Maserati presenta un bozzetto in gesso. Maserati sceglie di non trasferirsi a Milano, come sarebbe stato presumibile per un giovane di talento salito alla ribalta; non se la sentiva di fare altri durissimi sacrifici, e poi era radicato nella sua terra e profondamente affezionato alla famiglia. Apre un laboratorio a Sarmato, che poi è una rimessa per attrezzi da giardinaggio e lì lavora generalmente all'aperto, nel giardino antistante. A chi lo va ad intervistare o agli amici (ad esempio Piazza), che entrano stupiti che il campanello non suoni, sorride con ironia, perché pulsante filo e campanello se li è disegnati lui sulla parete. Successivamente nel 1952 apre uno studio a Castelsangiovanni in Via Mazzini e poi si sistema definitivamente in un altro locale sul corso, sul lato opposto al vecchio caffè Roma. Allarga le sue conoscenze a Castelsangiovanni e trova in Capelli, convinto frequentatore dell'ambiente artistico milanese, un estimatore ed un grande amico. Nel 1953 e 1954 tiene due mostre personali al Circolo ''Olubra'', ma si sposta spesso a Piacenza, dove è già conosciuto da qualche anno e dove dal 1948 al 1957 è presente in nove mostre, di cui due personali. Intensifica i suoi contatti con gli artisti piacentini, formando gruppo con Spazzali, Foppiani e Bot, che anche se anziano e da tempo trascurato dall'attenzione critica ufficiale, interessava molto ai giovani artisti per le sue intuizioni culturali e la sua impostazione formale contro corrente. Intanto nel 1952 ottiene la cattedra di disegno alla Scuola Media di Castelsangiovanni. Nel 1956 conosce Tina Brega, che sposa nel 1959, anno in cui si trasferisce a Milano, pur insegnando alla Scuola ''Coppellotti'' di Piacenza. A Milano entra nell'ambiente della Galleria Totti, dove tiene due mostre, e ritorna a frequentare Di Fidio, Tina Conti, Bianca Orsi, Colognato, Zanfretta e conosce Migneco ed altri artisti. Al pomeriggio spesso gira per gallerie d'arte oppure lavora fino a tarda sera nello studio sotto casa. Confidava a Sichel, suo vecchio amico, di aver trovato un'accoglienza un po' fredda nell'ambiente milanese e nelle lunghe conversazioni gli spiegava i suoi decisi propositi di ''sfondare'', lui che con la sua discrezione e la sua semplicità se ne stava sempre appartato. Ora finalmente, non essendo più assillato da difficoltà economiche, intendeva dedicarsi alla ricerca pura. E' infatti di questi anni la tenace e laboriosa ricerca di un linguaggio plastico più essenziale e le sue opere dal 1960 in poi costituiscono in crescendo un repertorio omogeneo, che egli aveva in mente di far conoscere attraverso una grande mostra e che la moglie Tina con cura ed intelligenza ha conservato integro fino ad oggi, evitandone la disgregazione. A Milano sempre in questo periodo era anche in contatto con alcuni architetti per lavori che aveva avuto in commissione per nuovi edifici civili o religiosi; aveva buone prospettive e cominciava a raccogliere buoni frutti. Nel 1965 si ammala gravemente, finché nel gennaio del 1966 la malattia prende il sopravvento su di lui.



Informazioni

Documenti
TornaTorna 


Agosto 2020
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
         
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29
  • 30
  • 31
           
« Oggi »

Archivio


SOSTIENI L'EMERGENZA COVID-19 - IL TUO AIUTO E' PREZIOSO

Fondazione Valtidone Musica

Facebook

SUE


Previsioni Meteo Sarmato



Cartina di Sarmato

Informazioni

Modulistica

Tariffe

IMU - Imposta Municipale Propria

TASI - Tributo per i Servizi Indivisibili

Urbanistica

MERCATO SETTIMANALE